lunedì, 01 aprile 2019 / Pubblicato il Blog

Da quando l’e-commerce ha assunto un ruolo centrale nel mondo del retail, quello del negozio fisico è cambiato e deve costituire una fase peculiare ed irrinunciabile della costumer journey.

Come? Divenendo esperienza da vivere.

Chi si occupa di retail sa che le variabili in gioco sono moltissime, e che una strategia potenzialmente vincente potrebbe essere compromessa da uno solo degli molteplici parametri presi in considerazione per svilupparla.

A supporto della rilevanza di ciascun elemento fondante tali strategie, sono quotidianamente condotte ricerche più o meno complesse, dalle università più prestigiose al mondo.

Una prova semplice

Per rendersi conto della reale rilevanza di una di quelle variabili basta però compiere un semplice test:

  1. dividere in due gruppi i punti vendita dello stesso brand;
  2. dopo un ragionevole lasso di tempo, valutare, se esiste, la differenza che intercorre tra gli obiettivi raggiunti dall’uno e dall’altro gruppo.

Un po’ come accade negli studi compiuti nella valutazione degli effetti di un farmaco: per testarne l’efficacia si prendono due gruppi di persone, ad uno di essi si somministra il farmaco e all’altro un placebo.

Risultati immagini per gruppo sperimentale e di controllo

Solo al termine della “cura” si potrà determinare se il farmaco abbia avuto effetto, diminuendo i sintomi della malattia per la quale è stato prodotto, o, nel migliore dei casi, debellandola.

Il test in 300 punti vendita

La musica che viene diffusa nel punto vendita è una delle variabili che molti brand spesso trascurano.

Questo accade perché non si considera l’effetto che questa ha sull’esperienza d’acquisto dei propri clienti e sul rendimento del proprio personale di vendita.

Un cliente di My Radio, che si occupa di retail,ha compiuto il test descritto prima sui suoi 300 diversi punti vendita:

  • in 150 negozi si trasmetteva la sequenza musicale elaborata da My Radio;
  • negli altri 150 si diffondeva invece una qualsiasi programmazione musicale.

Dopo il primo semestre, il cliente ha potuto constatare che nei punti vendita in cui aveva utilizzato la selezione musicale di My Radio aveva ottenuto un aumento del 10% sulle vendite.

Il merito dell’incremento delle vendite nel primo gruppo è dovuto interamente a My Radio?

Ovviamente no, ma possiamo ragionevolmente concludere che la radio personalizzata abbia dato il suo contributo a tale crescita.

Perché la radio personalizzata aiuta il retail?

Il mondo del retail è composto da diverse e innumerevoli categorie: supermercati, negozi di abbigliamento, accessori, articoli per la casa, per lo sport, per l’hobbistica, per l’elettronica…

Ma cosa hanno in comune tutte queste categorie? Il motivo per cui il consumatore entra nel punto vendita.

Risultati immagini per retail

 

Il marketing tradizionale creava bisogni, il marketing esperienziale, oggi, crea esperienze da vivere al di là della necessità di acquistare un nuovo paio di scarpe, una TV o un litro di latte.

Un’esperienza si costruisce attraverso i sensi e uno di questi è l’udito: il giusto mood sonoro accompagna il cliente nella sua esperienza d’acquisto, aumenta il suo tempo di permanenza nel punto vendita e, in ultimo, lo predispone all’acquisto.

CONDIVIDI SU:

giovedì, 28 marzo 2019 / Pubblicato il Blog

Il marketing è un soggetto di analisi in continua evoluzione.

Questa affermazione risulta veritiera soprattutto oggi, che il digital marketing assume un ruolo fondamentale. L’inclusione del marketing nel mondo digitale infatti ne accelera i cambiamenti.

Tuttavia, tracciare delle linee guida di base non solo è possibile, ma è il primo passo da compiere.

Marketing prodotto-centrico VS. marketing cliente-centrico

Risultati immagini per marketing esperienziale

Da un marketing di tipo tradizionale, che poneva il prodotto al centro delle sue strategie, si è passati ad un marketing di tipo esperienziale.

Ciò significa che l’esperienza che il cliente compie all’interno del punto vendita rappresenta il perno attorno al quale far ruotare il proprio business plan.

E’ l’appagamento dei 5 sensi a costituire l’obiettivo delle strategie di vendita ad oggi vincenti.

L’esperienza e l’emozione nella Zara’s strategy

Risultati immagini per zara

Partiamo da un’affermazione fatta da colui che l’università di Harvard ha definito “il CEO migliore del mondo”.

Si tratta di Pablo Islachairman e CEO di Inditex: «Non esiste una formula magica» per il successo del business di Zara, ha detto.

Zara è il classico esempio di una piccola azienda divenuta rinomata multinazionale con 2200 punti vendita distribuiti in 99 Paesi diversi.

Al centro della sua strategia resta “l’elemento umano“, secondo il chairman dell’azienda infatti: «Non si può trascurare la parte più umana ed emozionale». E possiamo affermare che gli sforzi dell’azienda per curare la shopping esperience dei propri clienti sono decisamente stati premiati.

Ma non solo: «Motivare le persone generando uno spirito comune all’interno di una società sono caratteristiche essenziali del ruolo del CEO – afferma Isla- . Abbiamo bisogno di fare appello alle emozioni dei nostri dipendenti per contribuire a creare un ambiente in cui possano lavorare».

Dalle parole del CEO di Zara possiamo evincere due conclusioni fondamentali:

  1. è necessario porre particolare attenzione alla costumer experience;
  2. bisogna creare un ambiente che incentivi il personale di vendita.

L’esperienza del cliente e del personale di vendita: il ruolo di My Radio Store

Risultati immagini per commessa e cliente

Queste due affermazioni divengono la base di partenza per la progettazione dell’architettura sonora personalizzata per uno specifico brand, come spiega Cristiano Curri, presidente di My Radio Store: “La realizzazione di un progetto sonoro firmato da My Radio è un processo elaborato, ma che poggia essenzialmente su tre colonne portanti: il cliente, il personale di vendita e, ovviamente,il brand– spiega -. Per elaborare una radio in store lo staff di My Radio compie uno studio scrupoloso della brand identity, che deve risultare rafforzata dalla selezione musicale. Lo stesso vale per la costumer experience, per la quale la musica deve fungere da perfetta colonna sonora, ed infine, elemento spesso trascurato, per il personale addetto alla vendita”.

“E’ dallo staff di un punto vendita che dipende gran parte del nostro business – conclude Curri – e per quanto professionale e motivato possa essere un venditore, la sua efficienza può essere grandemente compromessa dall’ascolto ripetuto dei medesimi pezzi, per 8 o più ore al giorno. Per questo un progetto di sound design può contenere fino a 2000 brani musicali”.

CONDIVIDI SU:

giovedì, 21 marzo 2019 / Pubblicato il Blog

Che la musica abbia effetto sul comportamento umano è provato da innumerevoli dati scientifici. Si tratta di dati raccolti nell’ambito di importanti ricerche, finanziate ed eseguite da prestigiose università interessate alla psicologia umana, al marketing, o alla relazione che intercorre tra l’una e l’altro.

L’acqua, il corpo umano e le onde sonore

Per quante variabili si possano tenere in considerazione, e al di là degli ambiti in cui la musica possa essere inserita, esistono due fatti certi:

  • il corpo umano è composto per il 60% d’acqua,
  • le molecole d’acqua reagiscono sotto l’influenza delle onde sonore.

Non serve appellarsi a studi scientifici complessi per intuire la conclusione a queste due affermazioni. Partiamo però da un curioso quanto celebre esperimento, eseguito dallo scienziato e ricercatore Masaru Emoto.

La memoria dell’acqua

Il ricercatore giapponese è rinomato per aver messo a punto una tecnica per esaminare al microscopio i cristalli che si formano durante il congelamento dell’acqua. Ha poi fotografato l’acqua esposta a musica, preghiere, parole, … e ha scoperto che la struttura dei cristalli d’acqua cambiava a seconda delle vibrazioni a cui l’acqua veniva sottoposta.

In particolare, ha fotografato i cristalli d’acqua sottoposta a musica heavy metal e a musica classica, evidenziando una sostanziale differenza:

  • l’acqua “che ascoltava” brani heavy metal produceva cristalli dalla struttura caotica, priva di ordine e simmetria.

Risultati immagini per masaru emoto acqua heavy metal

  • quella sottoposta a musica classica cristallizzava invece seguendo una struttura regolare, simmetrica, ordinata.

Lo stesso accadeva “facendo ascoltare” all’acqua le diverse note musicali: essa si strutturava in cristalli dall’apparenza diversa a seconda della nota scelta.

Risultati immagini per masaru emoto acqua note musicali

L’effetto che la musica ha su di noi

Un esperimento che ancora oggi divide e incuriosisce, ma che si aggiunge agli studi di natura fisiologica compiuti sul corpo umano, che avvalorano la tesi per cui la musica esercita un effetto tutt’altro che irrilevante su di noi.

Essa è in grado di modificare i percorsi cerebrali che portano al compimento di un’azione o di un’altra.

Dagli esperimenti compiuti dallo scienziato Emoto, risulta dunque che, al rilascio di specifici neurotrasmettitori, si accompagnerebbero anche le modifiche che subiscono le molecole d’acqua di cui ci componiamo.

Le nostre azioni e le nostre sensazioni sono determinate, pertanto, anche da ciò che ascoltiamo.

Nell’ambito delle prestazioni di un punto vendita, questo dato di fatto si traduce nel successo o nel fallimento della nostra strategia commerciale.

Un elemento troppo spesso sottovalutato, ma che può dirsi determinante.

Risultati immagini per donna shopping

Chi crea la playlist adatta?

Certo non è semplice capire quale sia la musica che possa supportare il nostro business, ma esistono dei dati che scientificamente indirizzano la ricerca dei brani, e degli specialisti capaci di filtrare attraverso la loro sensibilità artistica tali evidenze, creando così la playlist perfetta per un brand. E’ il lavoro dei sound designers.

Si tratta di un compito indubbiamente laborioso, perché tiene conto di molteplici fattori, ma che, se compiuto con efficienza, porta ai risultati sperati.

In ultima analisi potremmo dunque dire che il compito del sound designer sia quello di “far cristallizzare le nostre molecole d’acqua” come desiderate, accompagnando il cliente nella sua esperienza d’acquisto con l’obiettivo principale di farlo stare bene nel vostro store, e quello ultimo di acquistare il vostro prodotto.

CONDIVIDI SU:

 

 

 

 

venerdì, 08 febbraio 2019 / Pubblicato il Blog

Il retail che diventa brand experience.

2,5 milioni di euro investiti, 1.000 metri quadrati(di cui 800 dedicati al pubblico), un’enorme wall da 330 pollici che accoglie i visitatori, due transparent wall di 130 pollici ciascuno, 14 casse che si succedono su un banco lungo 16 metri, 10 presse a caldo e una ricamatrice per personalizzare i propri acquisti. Sono questi (alcuni dei) numeri che descrivono l’imponenza del progetto del megastore che la Juventus FC situato presso l’Allianz Stadium di Torino.

Non a caso il punto vendita si è conquistato il titolo di più grande negozio in Italia di proprietà di un club calcistico, tra i primi anche in Europa.

(altro…)

mercoledì, 25 luglio 2018 / Pubblicato il Blog
Customer Journey e musica in store

Musica e suono rappresentano, da sempre, la nostra quotidianità. Entrambi sono una componente primaria della percezione umana e, senza di loro, gran parte del nostro vissuto perderebbe valore e significato. La musica, si sa, può condizionare il nostro umore e le nostre emozioni al punto da riuscire a stimolare anche le pulsioni più nascoste e i nostri comportamenti, comprese le decisioni d’acquisto. Studi di settore lo attestano: il percorso che il consumatore compie prima di comprare qualcosa, comprende anche la musica. Vediamo perché.

(altro…)

venerdì, 07 agosto 2015 / Pubblicato il Blog
MENO STRESSATI SE LAVORIAMO ASCOLTANDO LA MUSICA

Una ricerca scientifica dimostra che ascoltare musica sul posto di lavoro aumenta la creatività, la produttività e rende meno stressati. Secondo lo studio condotto da Mindlab International , società inglese specializzata in neuromarketing e ricerche di mercato, ascoltare musica sul posto di lavoro causa effetti positivi nello svolgimento della propria attività lavorativa. In particolare, ascoltare musica negli ambienti lavorativi procura benefici nell’incremento della produttività e del grado di attenzione, diminuisce la possibilità di incidenti e, (altro…)

TORNA SU